Ci sono momenti in cui il lavoro non ti rappresenta più. Hai costruito una carriera, raggiunto obiettivi e ottenuto risultati, ma continui a sentirti fuori posto. Non è sempre una crisi professionale: a volte è il segnale che la direzione seguita fino a oggi non rispecchia più chi sei diventato.
Ci sono persone che cambiano lavoro perché ci dicono che per crescere professionalmente devi farlo.
Persone che aprono un’attività perché sembra la strada giusta.
Persone che seguono un percorso professionale perché è quello che garantisce maggiore sicurezza, maggiore riconoscimento o maggiore approvazione.
Non perché lo abbiano scelto davvero, perché, semplicemente, è quello che hanno visto fare.
A volte succede senza nemmeno accorgersene.
Si ascolta qualcuno che racconta il proprio successo. Si osserva una persona che sembra avere le idee chiare. Si legge la storia di chi ha trovato il coraggio di cambiare vita e, poco alla volta, invece di lasciarsi ispirare, si inizia a prendere quelle esperienze come modello.
È una differenza sottile.
L’ispirazione apre possibilità, l’imitazione le restringe.
Molte delle persone che incontro non stanno vivendo una vera crisi, stanno vivendo qualcosa di diverso: la fatica di sostenere una vita costruita seguendo criteri che, per anni, sono sembrati giusti e sensati.
Hanno studiato ciò che offriva maggiori opportunità.
Hanno accettato ruoli che rappresentavano una crescita professionale.
Hanno preso decisioni che avevano una loro logica.
Hanno fatto quello che ci si aspettava da loro e spesso hanno ottenuto anche risultati importanti.
Eppure, a un certo punto, molte persone iniziano a sentirsi fuori posto, non perché stiano sbagliando qualcosa, anzi.
Spesso sono persone competenti, affidabili, che hanno raggiunto obiettivi significativi.
Il problema è che, per anni, hanno costruito le proprie scelte guardando soprattutto all’esterno.
Hanno seguito il percorso considerato più sensato.
Hanno preso decisioni che avevano una loro logica.
Hanno cercato di fare ciò che ci si aspettava da loro.
Finché arriva il momento in cui quella logica non basta più.
Succede quando ci si accorge di aver costruito una carriera che funziona ma non rappresenta più chi si è diventati, quando si continua a raggiungere risultati senza provare la stessa soddisfazione di prima, quando ci si confronta costantemente con gli altri e si finisce per perdere di vista ciò che per noi conta davvero.
Credo che uno degli errori più comuni sia pensare che il problema sia non essere ancora abbastanza.
Abbastanza preparati.
Abbastanza coraggiosi.
Abbastanza avanti rispetto agli altri.
Così si continua a cercare fuori una risposta che forse non si trova lì, perché non sempre la confusione nasce dalla mancanza di una direzione.
A volte nasce dall’aver seguito troppo a lungo una direzione che aveva senso per qualcun altro e più ci allontaniamo dai nostri valori, più cresce una sensazione difficile da spiegare: fare molte cose, raggiungere obiettivi, ricevere riconoscimenti e, nonostante questo, non riconoscersi davvero in ciò che si sta costruendo.
Forse è anche per questo che certi momenti di insoddisfazione meritano di essere ascoltati con attenzione.
Non sempre stanno dicendo che bisogna cambiare tutto.
A volte stanno semplicemente mostrando una distanza.
La distanza tra la persona che siamo diventati e la persona che stiamo cercando di essere per assomigliare a qualcun altro.
Vale la pena chiedersi:
- Le scelte che sto facendo oggi stanno portando me da qualche parte o stanno portando avanti l’idea che gli altri hanno di me?
- Quello che considero un successo ha ancora lo stesso significato che aveva qualche anno fa?
- Quali aspetti della mia vita sento veramente miei e quali, invece, sono diventati automatici?
Forse una delle cose più difficili non è trovare la propria strada, è avere il coraggio di riconoscere quando stiamo percorrendo quella di qualcun altro e da lì, con calma, tornare a osservare ciò che per noi ha davvero significato.
Se senti il peso di dover gestire tutto da sola o stai vivendo una forte stanchezza emotiva, un percorso di counseling relazionale ad approccio integrato può offrirti uno spazio di ascolto, chiarezza e supporto.
Ricevo a Pinerolo e online.
