Nel mondo dello sviluppo personale e organizzativo, le “etichette” possono creare confusione. Spesso ci si chiede: “Ma un Counselor fa la stessa cosa di un Coach? E l’HR Strategist in cosa è diverso?”.
Fare chiarezza è fondamentale per trovare il supporto giusto. Vediamo insieme questi ruoli, con grande rispetto per ogni disciplina e tenendo sempre a mente che ciascun professionista opera all’interno di precisi confini di competenza, definiti dal proprio codice deontologico.
Lo Psicologo
Si occupa della salute mentale. Il suo focus è spesso diagnostico e terapeutico, andando a fondo nelle cause di un disagio o di una patologia per curarli, anche in ambito lavorativo.
- Ambito: Diagnosi, terapia, supporto clinico.
Il Coach
È orientato al futuro e alla performance. Lavora con persone e team per definire e raggiungere un obiettivo specifico, creando un piano d’azione e superando le barriere operative. È un acceleratore di risultati.
- Ambito: Raggiungimento di obiettivi, sviluppo di competenze, miglioramento delle prestazioni.
Il Counselor Olistico
Lavora sul presente per aiutare la persona a fare chiarezza e a mobilitare le proprie risorse interiori. L’approccio Olistico significa guardare alla persona nella sua interezza (mente, corpo, emozioni), riconoscendo che non siamo a compartimenti stagni.
- Nel Lavoro: Aiuta le persone ad affrontare sfide specifiche del presente: gestire un conflitto, affrontare lo stress, ritrovare la motivazione o adattarsi a un nuovo ruolo. Il suo focus è creare un ponte tra il benessere personale e la performance professionale.
- Nei Percorsi di Crescita Personale: Qui il Counselor Olistico va al cuore del potenziale individuale. Di fronte a una sfida, il suo lavoro non è dare soluzioni, ma guidare la persona a costruire le proprie, attingendo ai suoi valori e alle sue caratteristiche uniche. L’obiettivo non è solo superare l’ostacolo del momento, ma sviluppare un nuovo approccio per affrontare le difficoltà. Si impara a rispondere alle sfide in modo più consapevole e autentico, costruendo una sicurezza interiore che resta nel tempo.
- Ambito: Sostegno in momenti di difficoltà o cambiamento; miglioramento delle dinamiche relazionali (personali e professionali); gestione dello stress e delle emozioni; sviluppo dell’autostima e della fiducia nelle proprie capacità; esplorazione e valorizzazione delle risorse e dei valori personali per decisioni e azioni più consapevoli.
L’HR Strategist
Ha uno sguardo sull’intero sistema-azienda. Il suo lavoro non è primariamente sul singolo, ma sulla progettazione dell’ambiente di lavoro: i processi, i ruoli, la comunicazione, la cultura. L’obiettivo è allineare la struttura organizzativa alla strategia di business per migliorare efficienza e risultati.
- Ambito: Progettazione organizzativa (Ruoli e Responsabilità), flussi di lavoro, analisi di clima e azioni di miglioramento (Engagement), processi di inserimento efficace (Onboarding), piani di successione e carriera, strategie di talent acquisition ed Employer Branding, sistemi di gestione della performance, gestione del cambiamento (Change Management), supporto nei passaggi generazionali e di Governance.
Il mio approccio: un ponte tra Strategia e Persona
La mia professionalità nasce dalla fusione di queste due ultime figure. Sono un’HR Strategist con gli strumenti e la sensibilità del Counseling.
Cosa significa in pratica?
Significa che quando progetto una soluzione per un’azienda, non vedo solo “risorse” e “processi”. Vedo persone intere, con le loro vite, le loro emozioni e il loro potenziale.
Questa doppia lente mi permette di creare strategie e interventi che non sono solo efficienti sulla carta, ma sono anche sostenibili, umani e realmente efficaci, perché tengono conto della complessità e della ricchezza di chi, quell’azienda, la vive ogni giorno.
Il mio lavoro è costruire sistemi organizzativi in cui “Essere Sé Stessi” non è uno slogan, ma il vero motore della performance e del benessere.








