Ti senti mai come se dovessi camminare su un filo, in equilibrio precario tra quello che gli altri si aspettano da te e quello che senti di essere veramente? Un voto perfetto a scuola, il sorriso sempre pronto per la foto, un futuro che sembra già scritto da altri. Se queste parole ti suonano familiari, sappi che non sei solo/a.
L’adolescenza è un po’ come un’esplosione di colori: intensa, a volte caotica, piena di nuove scoperte. Ma in mezzo a questa meraviglia, spesso si insinua una pressione silenziosa, un peso che può diventare difficile da sostenere. E voi genitori, spesso vi trovate dall’altra parte, a osservare i vostri figli con la preoccupazione nel cuore, chiedendovi quale sia il modo migliore per aiutarli senza aggiungere altro carico a quello che già portano.
Ma cosa si nasconde davvero dietro questa pressione e come possiamo affrontarla?
Le tre maschere della pressione: Scuola, Casa e Social
Le aspettative arrivano da tante direzioni diverse, spesso contemporaneamente. Riconoscerle è il primo passo per non lasciarsene schiacciare.
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La pressione dei voti e del futuro (Scuola): La scuola richiede impegno, costanza e risultati. La media alta, la scelta della scuola superiore “giusta”, l’università che “ti darà un futuro”. Questa corsa verso il traguardo può trasformarsi in ansia da prestazione, nella paura di deludere e di non essere “abbastanza bravi”.
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La pressione degli affetti (Casa): Le aspettative dei genitori e della famiglia nascono quasi sempre da un profondo amore e dal desiderio di vederci felici. Tuttavia, a volte, questo desiderio può essere percepito come un obbligo a seguire un certo percorso, a non commettere errori, a incarnare il figlio o la figlia “ideale”. La paura di deludere chi amiamo è una delle più difficili da gestire.
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La pressione del confronto (Social Media): Instagram, TikTok, BeReal… vetrine su mondi apparentemente perfetti. Vite impeccabili, corpi scolpiti, successi continui. Il confronto è costante e spesso spietato. Ci si sente inadeguati, sbagliati, e si finisce per inseguire un ideale di perfezione che non solo è irraggiungibile, ma che non ci appartiene.
Il rischio di “andare in tilt”: cosa succede quando la pressione è troppa?
Quando il vaso è colmo, basta una goccia per farlo traboccare. Vivere costantemente sotto pressione può portare a conseguenze che toccano il corpo e le emozioni:
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Ansia e stress: una sensazione costante di preoccupazione e agitazione.
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Bassa autostima: la convinzione di non valere abbastanza e di non essere mai all’altezza.
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Isolamento: la tendenza a chiudersi in sé stessi, perché nessuno “può capire”.
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Rabbia e frustrazione: reazioni emotive intense che non si sa come gestire.
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Perdita di interesse: abbandonare hobby e passioni che prima davano gioia.
Questi non sono “capricci”, ma importanti segnali di un malessere che merita di essere ascoltato.
Il Counseling: Uno spazio per togliere la maschera (e un supporto per i genitori)
Immagina di avere uno spazio solo tuo. Un luogo sicuro, protetto dal segreto professionale, dove non devi essere perfetto/a, dove non vieni giudicato/a e dove puoi finalmente togliere la maschera e respirare. Questo è il counseling.
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Per te, ragazzo/a: Il percorso di counseling ti aiuta a fare chiarezza. È un’occasione per imparare ad ascoltarti, a riconoscere i tuoi desideri e non quelli degli altri. Insieme, possiamo esplorare le tue risorse interiori, quelle che forse non pensavi di avere, per trovare le tue strategie personali per gestire l’ansia, affrontare lo stress e rafforzare la tua autostima. Non ti darò risposte preconfezionate, ma ti aiuterò a trovare la tua bussola interiore.
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Per voi, genitori: Il counseling può essere un prezioso alleato anche per voi. Offre uno spazio per comprendere meglio le sfide che vostro/a figlio/a sta attraversando, per migliorare la comunicazione in famiglia e per trovare nuovi modi per supportarlo/a nel suo percorso di crescita, costruendo un dialogo basato sulla fiducia anziché sulla pressione.
Ritrovare leggerezza e serenità: i benefici del percorso
Affrontare il peso delle aspettative con il supporto del counseling significa darsi la possibilità di:
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Ridurre i livelli di ansia e stress.
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Costruire una solida e sana autostima.
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Migliorare le relazioni e la comunicazione con genitori e amici.
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Fare scelte più consapevoli e allineate con i propri valori.
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Imparare a gestire le emozioni invece di subirle.
Non devi affrontare tutto questo da solo/a. E non dovete, come genitori, sentirvi impotenti. Concedersi uno spazio di ascolto è un grande atto di amore verso sé stessi e verso i propri figli.
Se senti che il peso delle aspettative sta diventando troppo pesante, o se sei un genitore preoccupato e desideri capire come aiutare al meglio tuo figlio o tua figlia, facciamo una chiacchierata.








