Animali Notturni

Written by

Animali notturni: estetica del dolore

Articoli pubblicati, Everyeye| Views: 109

Susan Morrow (Amy Adams) non dorme la notte. Il suo ex marito usava chiamarla “un animale notturno” proprio per questa sua caratteristica. Susan sta sveglia nel momento in cui dovrebbe riposare, non pensare, rilassarsi e invece usa quel tempo a cavallo tra un giorno e l’altro per indugiare.

Di giorno lavora alla sua galleria d’arte, un lavoro che la appassionava ma che ora la fa sentire vuota, disinteressata e disattenta, mentre nei ritagli di tempo si aggrappa al marito Hutton (Armie Hammer), cercando un briciolo di umanità nei suoi occhi nonostante lui sia costantemente impegnato a guardare e stare da un’altra parte. Senza un presente e disinteressata al futuro, a Susan non resta, la notte, che tornare ad indugiare su quell’equilibrio rifugiandosi nel passato di una lettura che il primo marito scrittore, Edward (Jake Gyllenhaal) le ha inviato. Un romanzo, quello che ha sempre voluto scrivere e che ora esiste tra le mani di Susan, dall’evocativo titolo Animali Notturni. A lei non rimane che immergersi in quelle pagine per cercare una scintilla di vita, di emozioni, di umana rivoluzione emotiva che come tutta la classe borghese di Tom Ford è imprigionata dietro un vetro espositivo, per il compiacimento di una società asettica e disinteressata. Nella vita di Susan non c’è scintilla se non quella del rimpianto, che ritorna a ondate drammatiche dettaglio dopo dettaglio, ogni volta che Tom Ford sbircia con la macchina da presa nei ricordi della sua protagonista.

Susan si dichiara infelice ma si vergogna di esserlo, perché quella miseria è la stessa che lei ha costruito intorno a se stessa, abbellendola con un marito modello, una casa enorme, una galleria che espone tutta la sconsiderata, prorompente e svergognata bellezza della libertà che lei si è autonegata. Eppure è infelice, perché in quella triste e vacua realtà ha perduto se stessa e la sua creatività, che al contrario Edward ha trattenuto a sè aggrappandovisi con tutte le sue forze. La violenza della cieca volontà del credere è tutta nelle pagine di Animali Notturni, un romanzo che è un grido in faccia a Susan e a tutto ciò che ha buttato via. In quelle pagine trasformate in immagini Tom Ford stratifica il suo messaggio, costruendo al suo interno la tensione e la suspance tipici del thriller per lasciare al di fuori, sulla copertina, tutto il dramma umano dei due protagonisti. Dentro le pagine c’è sporcizia, sangue, sudore, dolore e passione. Al di fuori c’è lo sguardo perso di Amy Adams, c’è una straziante e silenziosa solitudine, e nient’altro che ricordi di un passato ormai perduto.

La recensione completa è stata pubblicata su Everyeye.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *